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<p>Si trascrivono solo alcune righe: 'L’altro dì ho risposto alla vostra amabilissima dei 15. Ma posso mandarvi una noterella di indici associati al Colombino nella Marca coi quali parmi che si compia il numero di 195. Me li ha procurati il conte Giacomo Leopardi di Recanati (figlio del conte Monaldo) giovane di 18 anni; da me adorato, perché credo che d’ingegno di studi, e di bontà pochi ne abbia avuto il mondo d’uguali: e parmi un vero miracolo […]' (28 luglio s.a., ma 1816) – 'Mio caro ricevo la vostra de 5. Al Leopardi mando i vostri saluti che gli saranno carissimi, quanto meritati […]' (Piacenza, 13 agosto s.a.) – '[…] A me riesce bellissima quella traduzione dell’At o deorum: vel dico senza adulazione, e proprio in coscienza […] Ma vi trovo voi originale, e autore d’un stil proprio. Né l’andamento né il suon dei versi di Dante non cel trovo. Questa è bella: se voi avete creduto d’imitare, e io non ci sento imitazione, ma originalità […]' (9 maggio s.a.).</p>