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Pseudo Granacci - Noli me tangere

Tempera su tavola, cm 34,5x48,2

Stima18.000 € / 24.000 €
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Pseudo Granacci, Noli me tangere, tempera su tavola; dimensioni 34,5 × 48,2 cm. Il dipinto è riferito a un anonimo pittore fiorentino attivo tra la fine del XV e il primo XVI secolo, convenzionalmente identificato come Pseudo Granacci. L’opera risulta documentata nell’Archivio Fotografico della Fondazione Federico Zeri (n. 109249) e inserita nel contesto espositivo “Arte nei secoli. Toscana fra antico e moderno”, a cura di Francesca Baldassari e Luigi Cavallo (Farsettiarte, Cortina d’Ampezzo, 8–29 agosto 1993; Prato, 15–30 settembre; Milano, 7–30 ottobre, cat. n. 12), illustrato a colori.

L’attribuzione a Pseudo Granacci si fonda su indicazioni critiche di Everett Fahy, nell’ambito degli studi sui seguaci di Domenico Ghirlandaio. La ricostruzione del corpus attribuito allo stesso anonimo è stata collegata a opere con episodi della Storia di San Giuseppe, la cui denominazione convenzionale deriva da due dipinti raffiguranti soggetti affini, messi in relazione con decorazioni narrative di ambito fiorentino. Nel presente Noli me tangere si rilevano affinità stilistiche riconducibili a un linguaggio fortemente derivato da Ghirlandaio e da Fra’ Bartolomeo, con particolare attenzione agli effetti luminosi dei panneggi, a una definizione incisiva dei profili e a una resa descrittiva dei paesaggi, impostati come scenari aperti.

Dal punto di vista documentario, l’impostazione critica richiama anche un’ipotesi di identificazione proposta da Fahy in relazione a Poggio Poggini, menzionato come garzone di Ghirlandaio e successivamente coinvolto in collaborazioni di bottega. Non sono fornite ulteriori indicazioni circa firma, timbri o interventi conservativi. È segnalata la condizione “Senza Riserva”.

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Bibliografia

Archivio Fotografico Fondazione Federico Zeri, con n. 109249.

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