Pseudo Donato de Bardi (attivo nel terzo quarto del sec. XV), Adorazione dei Magi. Tempera e oro su tavola, con cornice antica scolpita, dorata e laccata. Le dimensioni dell’opera sono indicate pari a cm 49x38. Il dipinto è associato, nella letteratura di settore, alla denominazione convenzionale di “Pseudo Donato de’ Bardi”, proposta in relazione a un gruppo di tavole ritenute connesse al catalogo di Donato de’ Bardi; l’attribuzione rimane perciò riferita a un autore non identificato.
La composizione raffigura il tema dell’Adorazione, secondo una resa tipica della pittura italiana tardomedievale e rinascimentale: l’uso dell’oro conferisce particolare risalto agli elementi luministici, mentre la tecnica a tempera evidenzia gli spessori materici della stesura pittorica. Allo stato visivo in luce naturale, la superficie pittorica risulta complessivamente ben conservata, con brillantezza dei pigmenti e buona conservazione della doratura; si segnala soltanto qualche piccola macchia scura nel candido della veste della Vergine.
Il dipinto è applicato su un supporto ligneo integro e spesso; al retro risulta lievemente piallato, come evidenziato dalle gallerie dei tarli scoperte. All’osservazione con lampada di Wood si rileva una vernice opacizzante e ossidata. Sono visibili piccoli restauri eseguiti a punta di pennello in aree specifiche: nella veste del Re Magio al centro e nei pantaloni del Re Magio in prossimità del margine sinistro; ulteriori interventi lievi si osservano nei toni scuri della veste di San Giuseppe e nel bianco della veste della Vergine. Si distinguono inoltre lievissimi ritocchi in prossimità dell’angolo superiore destro e nell’architettura tra due finestre. L’opera risulta dichiarata di interesse particolarmente importante con decreto del 20 marzo 2024.
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