Della Casa, Giovanni. Rime, Et Prose. Venezia, Bevilacqua, 1558. in Quarto (228 X 160 MM); [12], 170, [2] Pagine. Capilettera Abitati Incisi in Legno (lievi Bruniture e Fioriture Sparse.) Legatura del XIX Secolo in Mezza Pelle Marrone con Angoli, Dorso con Titolo Impresso in Oro. il Termine Galateo Deriva da Galeazzo Florimonte, Vescovo di Sessa, che Suggerì a della Casa la Stesura del Trattato che Vede L’autore Che, Grazie alla Notevole Esperienza di Vita Cortigiana Accumulata in Qualità di Nunzio Apostolico e Segretario di Stato, Istruisce il Nipote Prediletto. L’opera Ebbe un Notevole Successo Anche per L’eleganza della Prosa e Venne Più Volte Ristampata, Tradotta e Imitata. per la Bella Stampa con Caratteri Utilizzati Anche da Paolo Manuzio, il Libro è Citato dalla