Pittore lombardo-veneto, sec. XVI, Deposizione di Cristo. La composizione è eseguita a tempera grassa su tela, senza cornice, con misure cm 86 x 105. L’opera presenta un soggetto di carattere devozionale, focalizzato sulla Deposizione, secondo un impianto figurativo riconducibile alla tradizione tardo-rinascimentale dell’Italia settentrionale.
Dal punto di vista stilistico, l’immagine si sviluppa con figure e relazioni compositive impostate per piani successivi, con una resa fortemente narrativa coerente con i modelli del XVI secolo. La tela è oggetto di menzioni bibliografiche e viene richiamata in studi dedicati ad Andrea Mantegna: in particolare, è riportata da N. Garavaglia (1967, pp. 122-123) e da R. Lightbown (1986, pp. 380, 479), nonché discussa da G. Agosti (2005, p. 175), che la identifica quale copia di un perduto dipinto del Maestro, evidenziandone analogie con la “Deposizione nel sepolcro” in Sant’Andrea a Mantova.
La provenienza, secondo le informazioni fornite, include la collezione Gismondi di Sanremo e l’acquisizione a Roma nel 1919 da parte della nobildonna russa Anna Kutukova. È inoltre indicato che l’opera è stata dichiarata di interesse particolarmente importante con decreto del 24 settembre 2010 del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto. Quanto allo stato, risulta “NONATTIVO”; non sono presenti ulteriori dettagli specifici su firma, iscrizioni o interventi di restauro.
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