Edizione molto rara dell'astronomo e matematico veronese Pietro Pitati, pubblicata a Venezia nel 1542 dagli eredi di L. Giunti. L'opera, di formato in 4°, presenta una marca tipografica al frontespizio e in coda al volume. È arricchita da numerose tabelle che supportano gli studi cronologici e calendarici.
L'opera è segnata da aloni e macchie, con piccole lacune ai margini di alcune carte. È conservata in una legatura originale in pergamena, sulla quale è presente un titolo manoscritto al dorso. È da segnalare che la legatura mostra segni di usura e difetti tipici dell'età.
Questo lavoro si inserisce in un contesto storico di rilevanza, dove Pitati affrontò, già nella sua prima opera, l'urgenza di una nuova regola per il calcolo della Pasqua, creando un fondamento per le riforme calendariali moderne. La provenienza della regola è frequentemente attribuita a Pitati dalla critica contemporanea.