Pistola a pietra focaia da viaggio risalente al XVIII secolo, di produzione area Tosco-Emiliana, con una lunghezza complessiva di 18,4 cm. L'arma presenta una canna liscia in due sezioni: inizialmente ottagonale, con nervature longitudinali, per poi proseguire in forma tonda, con anellature al punto di transizione. Il calibro della volata è di 11,4 mm.
La meccanica, di tipo a pietra focaia, è dotata di una cartella piatta incisa con motivi floreali. Attualmente, il meccanismo funziona, sebbene necessiti di una revisione, in quanto il braccetto interno non ingaggia correttamente la base del copriscodellino, impedendo la chiusura. La molla dello scatto si presenta fiacca.
Sul retro della cartella è presente una firma non chiaramente leggibile, probabilmente riconducibile a G Vallini. La cassa, realizzata in legno, presenta segni di riparazione e restauro, con fornimenti in ferro anch'essi incisi e intagliati. Sono visibili alcune intaccature e la bacchetta è completamente in corno.