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<p>Una veduta che sembra ricalcare l'inquadratura classica della chiesa - uno dei principali topoi pisani -, raffigurata all'interno e non isolata dal suo contesto urbano, così come era stata fissata già nelle stampe da dagherrotipo; e in particolare il modello è l'acquatinta da dagherrotipo pubblicata nel 1842 nella serie <em>Vues d'Italie d'après le Daguerréotype</em> dagli editori milanesi Artaria, nella quale la raffigurazione mostra la stessa apertura di campo, includendo la stessa porzione di spazio e gli stessi edifici (cfr. Quintavalle 2003, p. 226, n. 79c). La fotografia, inedita, è una delle tante dedicate dal fotografo a questo soggetto (cfr. Fanelli 2004, pp. 108-115, tavv.108-115) e reca il timbro da lui utilizzato – stando alla ricostruzione di Fanelli – a partire dal 1857.</p>