L'opera, attribuita a Pietro Paolo Vegli (attivo a Roma 1672 - 1692 circa), è un ritratto del cardinale Decio Azzolino, realizzato in olio su tela e dimensioni cm 137 x 100. Il dipinto si riconosce come una copia dell'originale eseguito da Jacob Ferdinand Voet e attualmente conservato nella Gemäldegalerie di Berlino.
Vegli, noto copista al servizio di importanti famiglie romane, riproduce con abilità il linguaggio visivo di Voet, sebbene con una materia più secca e sottile. La composizione del ritratto risulta però alterata, con una parte superiore allungata, probabilmente per consentire un'inserzione in una quadreria.
La provenienza proviene da una nobile collezione marchigiana, e l'opera è accompagnata da una lettera in copia dell'architetto Francesco Petrucci che ne attesta l'attribuzione. Il cardinale Azzolino, noto per i suoi legami con la regina Cristina di Svezia, è descritto come un personaggio di vasta cultura e influenza.