Opera di Pietro Metoscita, pubblicata a Roma nel 1624 da Stefano Paolini, questo volume in 8° rappresenta la prima edizione intonsa di una fondamentale grammatica della lingua araba, redatta in latino e arabo. Metoscita, un Maronita di Cipro e uno dei pionieri del Collegio Maronita di Roma, intese fornire uno strumento didattico utile per l'insegnamento della lingua araba.
Caratterizzato da fori di tarlo al margine bianco che non danneggiano il testo, l'opera presenta anche qualche leggera gora d'acqua. I fascicoli finali risultano leggermente allentati, mentre la rilegatura in cartonato mostra segni di restauro e un alone di umidità, indicatori della sua età e utilizzo. La dedica del volume al Cardinale Francesco Barberini, committente della pubblicazione, conferma l'importanza culturale e storica dell'opera.
Importante è notare che alla pagina 227 è stampato il primo esempio di poema classico arabo, un significativo elemento di interazione tra le culture. L'opera di Metoscita non solo illustra la struttura linguistica della lingua araba, ma rappresenta anche un ponte tra le tradizioni europee e arabe.