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L'arte di Pietro Melandri nella collezione G. Bolognesi.Tra mito natura e fede, a cura di E. Nesti, Empoli, 2002, p. 57, tav. 23 E. Gaudenzi, Pietro Melandri (1885-1976), Faenza, 2002, p. 309, tav. 69 Pietro Melandri, il maestro del lustro riscoperto in Umbria, a cura di A. Pesola, Torgiano 2012, p.13 Sul grande piatto è raffigurato il fondo del mare. Pesci, molluschi, piccole meduse, crostacei e pianticelle marine si vedono come attraverso un vetro appoggiato sulla superficie dell'acqua. L'effetto del mare mosso dalla corrente viene suggerito, oltre che da lustro, anche dalla superficie irregolare del piatto -resa grazie ad alcuni tratti incisi utilizzati dal Melandri per sagomare i pesci - e dalla rete dei cavilli dello smalto. Una curiosità di questo è costituita dal fatto che,se la parte concava è interessata da un lustro dai toni azzurri, la parte convessa è coperta da un lustro giallo, sul quale sono molto evidenti le cavillature dello smalto. Elena Nesti, in "L'arte di Pietro Melandri nella collezione G. Bolognesi", p. 57