Pubblicate per la prima volta nel 1530, le Rime di Pietro Bembo rappresentano un'importante tappa nella rifondazione del petrarchismo. Il volume, di formato 4° (205 x 140 mm), è stampato a Venezia per mano di Giovan Antonio e i fratelli da Sabbio. La pregiata legatura coeva, ornata da impressioni a secco sui piatti e sul dorso, è ben conservata ma presenta alcune parti restaurate. Le ultime dodici carte del manoscritto includono le Stanze dedicate a Ottaviano Fregoso.
Le Rime consistono in 165 testi, rappresentando un modello per la poesia del Cinquecento europeo e superando precedenti forme ibride di imitazione di Petrarca. L'opera riflette esperienze personali e un percorso di maturazione spirituale, tracciando una profonda intimità letteraria. Alcune annotazioni e versi di mano coeva, sebbene marginali, arricchiscono ulteriormente il valore di questo esemplare.