Pieter van Mol (Anversa, 1599 – Parigi, 1650), Amor e due satiri con il ritratto di una giovane, conosciuto anche con l’iscrizione “Amor vincit omnia”. Il dipinto è eseguito a olio su tela e misura 128 × 106 cm.
La composizione presenta la figura di Amore in relazione a due satiri, con inserimento del ritratto di una giovane. L’opera si configura come un complesso soggetto allegorico di natura iconografica, con una resa naturalistica rilevata nella descrizione dei volti e nella costruzione delle figure. Le note disponibili evidenziano affinità stilistiche riconducibili all’ambiente fiammingo e in particolare a riferimenti rubensiani e alla lezione di van Dyck, riscontrabili nel calore della tavolozza cromatica e nelle tipologie dei personaggi.
Dal punto di vista tecnico, il dipinto risulta corredato da una robusta rintelatura ed è associato a una cornice antica intagliata e dorata. La superficie pittorica, alla visione con luce naturale, appare complessivamente ben conservata, mantenendo la brillantezza dei pigmenti; sono indicate venature più scure nella porzione dell’azzurro dell’orizzonte atmosferico. All’osservazione in luce ultravioletta i restauri principali risultano concentrati negli incarnati, con interventi più consistenti nel torace e nell’avambraccio del satiro centrale seduto, oltre a ridipinture lungo spalla e arti, soprattutto nel bicipite sinistro del satiro eretto; ulteriori integrazioni interessano il volto di Amore e porzioni dello sfondo scuro e del cielo azzurro.
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