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di confronto R. Ausenda (a cura di), Museo d’Arti Applicate. Le Ceramiche, vol. II, Milano 2000. Il piattino ha forma circolare e orlo sagomato a sei punte, ed è privo di appoggio. Il decoro è quello tradizionalmente definito “a paesini a smalto a comparto blu”. Al centro una riserva polilobata orlata di rosso, occupata da due isole abitate rispettivamente da un’anziana donna in abiti invernali e da un cagnolino in corsa, mentre nel cielo volano un uccellino variopinto e degli insetti. La tesa e il retro sono interamente ricoperti di smalto color cobalto. Questa tipologia è attribuibile per coerenza morfologica con quella descritta in manifattura come “a paesini a smalto a comparto blu e oro”, il decoro in assoluto più costoso, e trova confronto in alcuni piatti presenti nelle raccolte del Castello Sforzesco, ed in particolare con quelli con figure e cane (inv. nn. 2678 e 2673).