La presente opera è una rarissima prima edizione della contraffazione dell’aldina di Francesco Petrarca, intitolata "Le cose vulgari", pubblicata a Lione nel 1501. Il volume, in formato ottavo (142 x 90 mm), è composto da [188] carte e presenta un testo in corsivo, completo delle bianche z4 e A8, con lievi arrossature.
La legatura, risalente agli inizi del XIX secolo, è realizzata in vitellino nocciola con decorazioni di ferri dorati, cornici di filetti e rotelle, e armi principesche al centro. Il dorso è liscio e presenta un tassello rosso per il titolo, con i tagli dorati. Il volume è corredato da un ex libris de Ridolphis.
Questa opera rappresenta una celebre contraffazione realizzata nell'ambito delle pratiche editoriali irregolari e non autorizzate, diffusa in Europa, sfruttando il prestigio commerciale e culturale di Petrarca. Essa testimonia sia l'influenza dell'autore che le dinamiche del mercato editoriale rinascimentale, in un contesto in cui l’aldina del luglio 1501 segna l’ingresso del nuovo carattere italico di Aldo nella stampa del volgare.
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