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<p>Prima rara edizione originale, con l'errore 'carrozzevole' nel testo e la pagina 137. <span style="font-variant: small-caps;">Mazzatinti-Menghini </span>694 spiega che questa edizione si trova quasi sempre a complemento dell'opera del Leopardi stampata da Le Monnier, che aveva comprato quasi tutte le copie stampate a Parigi per le cure di Michele Ruggiero, cui l'Autore aveva affidato l'autografo nel 1842, mettendo loro una brossura del tipo di quelle utilizzate per la sua collana <em>Biblioteca Nazionale.</em> Forse perché esaurì tutti gli esemplari dell'edizione parigina, Le Monnier realizzò anche una ristampa di questo poemetto ma non contrassegnò in alcun modo questa seconda tiratura, che tuttavia si «non ha in ultimo l'errata, giacché gli errori furono corretti ai loro luoghi»<span style="font-variant: small-caps;"> (Razzolini-Bacchi della Lega</span> 197). Dunque sia <span style="font-variant: small-caps;">Mazzatinti-Menghini</span> che <span style="font-variant: small-caps;">Razzolini-Bacchi della Lega </span>ritengono che l'edizione originale debba avere una carta di errata, che nel nostro esemplare manca; <span style="font-variant: small-caps;">Parenti</span>, <em>Prime ediz. italiane </em>309 invece segnala le seguenti caratteristiche della contraffazione che la differenziano dall'originale: «ha la pag. 5 segnata per errore 1; a pag. 22 linea 8 <em>carezzevole</em>, invece di <em>carrozzevole</em>; a pag. 137 mancano gli annunzi».</p>