Opera firmata, titolata e datata a penna nera al verso, realizzata da Paolo Gioli nel 1984 mediante stampa alla gelatina ai sali d'argento. Le dimensioni dell'opera sono 12,4 x 17,5 cm. Gioli, rinomato per la sua fusione tra cinema e fotografia, esplora le potenzialità espressive dei materiali contemporanei, come la Polaroid.
Nell'opera L'assassino nudo si evidenzia un dialogo tra passato e presente, dove gli elementi visivi evocano la tensione narrativa di una scena cinematografica. Gioli utilizza una logica di montaggio anticipata dal lavoro di Eadweard Muybridge, riproducendo in maniera innovativa l'animazione attraverso l'inchiostro di stampa. L'immagine, quindi, non è solo una fissazione, ma un tentativo di rivitalizzare il concetto di movimento.
Il lavoro di Gioli è estremamente curato, dimostrando una profonda attenzione al dettaglio e una forte volontà di provocare l'osservatore a riflettere sulla dualità di cinema e fotografia. La provenienza e l'importanza del lavoro in relazione alla fotografia di ricerca italiana lo rendono un interessante esemplare di arte contemporanea.