Opera di Paolo di Egina, datata 1532, pubblicata a Venezia da Lucantonio Giunta. Il volume, in formato 2°, è arricchito da una marca tipografica al frontespizio e in fine, oltre a capilettera decorati. Esso si compone di sette libri, i quali offrono preziose informazioni sulla medicina e la chirurgia dell'epoca.
Il testo è di particolare rilevanza storica, trattando argomenti come l'operazione della pietra vescicale e l'ernia inguinale, classici fino al XVII secolo. La conservazione del volume presenta aloni di umidità agli ultimi fascicoli e una legatura in mezza pelle con cartone spugnato risalente al XVIII secolo.
Questo compendio è significativo nella storia della chirurgia, essendo l'unica fonte che documenta la disciplina da Celso fino all'epoca di Bisanzio, ed è stato particolarmente apprezzato dai medici arabi e dalle scuole italiane nel Rinascimento.