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S. Bellesi, Pittura e scultura a Firenze (secoli XVI-XIX), Firenze 2017, pp. 37-38, fig. 15, p. 37. Il dipinto è stato reso noto da Sandro Bellesi che ne sottolinea l’impeccabile rigore naturalistico nell’indagine della figura umana, in questo caso di una castigata donna sofferente, frutto dell’assiduo esercizio disegnativo, fiore all’occhiello della tradizione artistica fiorentina sin dal Cinquecento. Lo studioso pone inoltre l’accento sulle “suggestioni interpretative visionarie di impronta barocca” che caratterizzano molte immagini sacre della pittura fiorentina di primo Seicento.