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Collezione Giovanni Querci, Prato Collezione privata Esposizioni Oscar Ghiglia dal "Leonardo" agli anni di "Novecento", Livorno, Villa imbelli, 5 luglio-1 settembre 1996, n.69.
G. Matteucci, R. Monti e M.O. Winspeare (a cura di), Oscar Ghiglia dal "Leonardo" agli anni di "Novecento", catalogo della mostra (Livorno, Villa imbelli, 5 luglio-1 settembre 1996), Prato 1996, p.95, tav.69. L. Ghiglia e S. Zampieri (a cura di), Oscar Ghiglia. Catalogo generale. Dipinti, Cinisello Balsamo 2022, p.336. n.504. Sulla base dei ricordi di Emilio, penultimo dei cinque figli del pittore, la giovane ritratta è Maria (detta forse Mariù) Natrella, fidanzata del cugino di Fernanda Ojetti. Giovanissima si dilettava a suonare il pianoforte accanto ai figli ‘musicisti’ dell’artista. Nel febbraio del 1923 accade un incidente che incrina definitivamente gli ottimi rapporti tra la famiglia Ghiglia e gli Ojetti, vicino ai quali risiedono in affitto nella foresteria del Salviatino. È il diciassettenne Erasmo a innescare, con una lettera personale indirizzata a Maria -rientrata a Trani dopo aver trascorso qualche mese in villeggiatura, senza il fidanzato, al Salviatino – una corrispondenza amara di sospetti e discussioni, che contribuirà a minare definitivamente i rapporti fra le due famiglie. Oscar raffigura Maria in un grande ritratto e in un secondo olio, quello presentato in catalogo, dove alla fisionomia della ritrattata l’artista preferisce il sentimento, il profilo dolce della giovane modella. Nel primo, un ritratto di gusto ‘Novexcento’, Maria Natrella è rappresentata di fronte (con uno sguardo che mette in soggezione) con lo spartito e i tasti del pianoforte accuratamente rappresentati; nel secondo ha invece il volto nascosto dalla chioma bionda del profilo, e alla ‘descrizione’ è in generale preferita la ‘composizione’. Sono le due anime di Ghiglia di questi anni, fra una retroguardia che rappresenta il presente, e un’avanguardia che ha rappresentato il passato (Castiglioncello) e che ancora, in qualche modo, resiste al ‘classico’. L. Ghiglia e S. Zampieri 2022, p. 336.