Pubblicato a Firenze nel 1728, questa rara prima edizione della prima versione italiana di Oppiano di Anazarbo è arricchita da annotazioni del grecista Anton Maria Salvini. La pubblicazione è realizzata presso la stamperia di Sua Altezza Reale, Tartini e Franchi. Il volume è in formato 8°, con un frontespizio stampato in rosso e nero, corredato da un fregio calcografico.
Il libro presenta una legatura del XIX secolo, in mezza pelle nera con dorso a cinque nervi, sul quale sono impressi in oro il nome dell'autore e il titolo, oltre a fregi decorativi. I tagli risultano dorati, mentre si evidenziano abrasioni ai piatti. Si segnala l'assenza della carta bianca *10 e la presenza di un foro di tarlo sul margine bianco inferiore.
Questa edizione è un importante testimone della cultura classica e della traduzione letteraria, citata da Ceresoli come 'stimatissima versione' e da Gamba come una delle primarie per il corpus dell'opera.