Oggetto d’arma di area napoletana, identificato come coltello di fattura antica. La lama presenta profilo a un filo, con bordo inclinato lungo il dorso verso la punta; la geometria dell’elemento tagliente evidenzia una conformazione funzionale all’uso ravvicinato. La lunghezza totale in configurazione open è di 44 cm. L’impugnatura è realizzata in ferro a profilo rettangolare, con parte terminale di forma non comune: risulta leggermente incurvata e dotata di breve incavo, caratteristica che modula l’appoggio della presa.
La molla in ferro mostra una riparazione/restauro collocata in posizione centrale, eseguita in modo strutturato e coerente con il mantenimento della meccanica. Sono riportate note specialistiche relative all’affiliazione alla “Bella Società Riformata” (camorra dei primi anni dell’Ottocento), che avveniva mediante un rito di iniziazione denominato “Zumpata”, prevedente l’uso della sfarziglia (“a sfarzeglia”); la documentazione indica inoltre l’associazione simbolica della sfarziglia. Lo stato del bene risulta classificato come “non attivo”.
L’insieme delle caratteristiche costruttive—lama a un filo, impugnatura in ferro con terminazione atipica e presenza di intervento di restauro sulla molla—consente una lettura orientata alla tipologia e alla meccanica dell’oggetto.