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1620
Lotto composto da due opere a stampa di ambito notarile e giuridico, con attribuzione all’“Notariato - Mussi, Pietro Domenico”, datato 1620. Il primo esemplare reca indicazione di Venezia, Giovanni Antonio Giuliano, 1620, in formato in 4°. Presenta marca xilografica al frontespizio e un alone di umidità al margine inferiore con danno sulle ultime due carte, senza pregiudizio al testo. La legatura coeva è in pergamena rigida, con dorso liscio e titolo calligrafico; tagli a spruzzo. La cuffia superiore risulta lacunosa. Il secondo esemplare è indicato come Sallustio Tiberi, “Formularium cuiusuis generis instrumentorum… Addito denuo…” e comprende un breve trattato sulle clausole quotidiane di varî strumenti; risulta stampato a Roma, Guglielmo Facciotti, 1621, sempre in 4°. È presente uno stemma xilografico di Paolo V al frontespizio, stampato in rosso e nero. Il volume riunisce due parti in un unico tomo.
Dal punto di vista materiale, l’esemplare 1621 mostra piccoli fori di tarlo al margine bianco di alcune carte e alcune macchie di inchiostro; la legatura coeva è in pergamena floscia, parzialmente staccata, con difetti e dorso lacunoso. Sono inoltre riferiti difetti localizzati alle carte finali del primo impianto, oltre a elementi decorativi e tipografici al frontespizio. Le opere sono presentate in un insieme che include ulteriormente Niccolò Belloni, “Super utraque parte Institutionum locubrationes”, Venezia, 1583. Nel complesso, la peculiarità bibliologica del lotto risiede nella presenza di stemmi e marche xilografiche, nella struttura in 4° e nella confezione con legature coeve in pergamena, con condizioni conservative variabili tra le componenti.
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