Questo zecchino di Nicolò Contarini, datato 1630-1631 e realizzato in oro, presenta un peso di 3,49 grammi e un diametro di 21,00 mm. L'opera, benché attribuita a Contarini, è in realtà una contraffazione del XIX secolo, verosimilmente a opera del numismatico Luigi Cigoi, come attestato da Brunetti nel suo repertorio (n. 935/6).
Il dritto dell'emissione mostra San Marco in posizione statica a sinistra, mentre benedice il doge genuflesso a destra, il quale regge un vessillo. Sul lato rovescio, è rappresentato il Redentore, in posizione frontale e con il Vangelo in mano, nell’atto di benedire, circondato da un'aureola ellittica cosparsa di stelle. Questa iconografia è tipica della numismatica veneziana e i particolari della lavorazione evidenziano le discrepanze stilistiche tra l'originale e il falso.
Il falso è caratterizzato da significative differenze stilistiche, evidentemente derivanti da coni di dritto e di rovescio ispirati agli esemplari di Ludovico Manin, i cui dettagli incisori divergono da quelli reali. Questo zecchino riveste un notevole interesse per collezionisti e studiosi, in quanto rappresenta una testimonianza delle pratiche contraffattive del XIX secolo nel campo della numismatica.