Dipinto raffigurante una natura morta con frutta e fiori, eseguito a olio su tela. Le dimensioni misurano cm 47x58. L’opera presenta affinità formali con le nature morte di Pietro Paolo Bonzi, noto come Gobbo dei Carracci (1576-1636), e di Agostino Verrocchi (1586-1659), secondo quanto indicato nelle note di lotto.
La composizione concentra l’attenzione su elementi vegetali e fruttiferi, organizzati secondo un impianto che valorizza la resa cromatica e la disposizione degli oggetti. La pittura, impostata sulla resa dei volumi e dei passaggi tonali, accentua la consistenza dei soggetti e l’armonia tra le parti floreali e quelle alimentari, secondo modalità proprie del genere della natura morta. La presenza di riferimenti stilistici ai citati autori consente di leggere l’opera nel solco di una tradizione esecutiva orientata alla resa naturalistica e all’equilibrio compositivo tipici del periodo.
Dal punto di vista documentario, è richiamata una bibliografia di riferimento: Luigi Salerno, La natura morta italiana 1560-1805, Bozzi, Roma, 1984, pp. 92-103. Per quanto riguarda l’esame materiale, nel lotto non sono specificati dettagli ulteriori circa firma, iscrizioni, timbri o provenienza.
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