Moschetto a luminello da gendarmeria di origine belga, datato metà del XIX secolo, con lunghezza complessiva di 115,3 cm. L'arma presenta una canna liscia tonda con culatta ottagonale e marcature alla base, connaturando l'autenticità del pezzo. L'arma è dotata di mirino e dente d'innesto per baionetta, con una camera di caricamento cal. 17,5 mm in volata.
La meccanica del moschetto risulta perfettamente funzionante, con un codolo munito di alzo fisso e batteria a molla retrostante in ottimo stato. La cartella riporta la marcatura 'E. MONSEUR A LIEGE', accompagnata dal punzone 'B' coronato, a conferma dell’artigianato di Liegi. Il calciolo in legno chiaro è contrassegnato con timbro 'MONSEUR A LIEGE'.
È presente una baionetta a ghiera completa di marchi distintivi e una lunghezza pari a 52,8 cm. Marchi come 'K', '1' e 'S' sono posti sotto stella. Si noti che la vite del calciolo è marcata con un puntino, suggerendo un possibile utilizzo pontificio. Questo pezzo, con la sue peculiarità, è documentato negli articoli di Carlo de Vita e Alfredo Bartocci riguardo le armi impiegate nello Stato della Chiesa.