Libri, Autografi e Manoscritti
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11 mar 2025 - 13 mar 2025
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Modelli D'armamento e Tipi di Posa. Album N. 2.

Base Asta180 €
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In-folio Oblungo (MM 338x530). Carte [95] (di 99). Rinforzo al Margine Interno del Frontespizio, Fioriture Diffuse e uno Strappetto Marginale a una delle Carte di Testo, ma nel Complesso Buona Copia. Mancanti 4 Carte, Secondo Collazione Sbn. Legatura Editoriale in Piena Tela Beige, con Motivo Geometrico e Titoli in Nero al Piatto Anteriore e al Dorso. Ampie Gore, Macchie e un Restauro che Coinvolge il Piatto Posteriore e il Dorso.

Bibliografia

<p>Questo album tecnico, estremamente raro, rappresenta un documento fondamentale per la storia industriale italiana. Si tratta di uno studio ingegneristico sui modelli di armamento ferroviario, frutto di un meticoloso lavoro di analisi affidato a una commissione di esperti e politici. La commissione era presieduta da A. Baccarini e includeva, tra i delegati del governo, G. Bussi e F. Pesapane, mentre il ruolo di segretario era ricoperto da F. Manusardi. Inoltre, partecipavano due delegati della Societ&agrave; Mediterranea, S. Mantegazza e P. Colombo. La raccolta di informazioni &egrave; di altissimo livello e fornisce un quadro dettagliato sulla diversificazione delle linee ferroviarie, con particolare attenzione alla posa delle rotaie, alla loro lunghezza e ai materiali utilizzati. Vengono analizzati diversi tipi di armamento, tra cui le rotaie Vignole, a doppio fungo e Brunel, con un'accurata descrizione delle diverse modalit&agrave; di giunzione: a stecche appoggiate, a cuscinetto, su dadi in pietra o sospese. Inoltre, il volume include un elenco dettagliato che, per ciascun tipo di armamento, riporta tabelle riassuntive con le lunghezze del binario principale, la disposizione delle stazioni e officine, nonch&eacute; le diramazioni. L'opera fa parte di uno studio pi&ugrave; ampio intitolato <em>Constatazione delle linee componenti la Rete Mediterranea</em>, articolato in tre album. Oltre a questo volume, risultano censiti negli archivi OPAC anche i seguenti due repertori: <em>Sezioni normali del corpo stradale</em> e <em>Piani generali</em>, che documentano la struttura delle stazioni, delle fermate, delle cave, dei cantieri, delle officine e delle diramazioni verso stabilimenti privati. La <em>Rete Mediterranea</em> era il sistema ferroviario gestito dalla <em>Societ&agrave; Italiana per le Strade Ferrate del Mediterraneo</em>, che comprendeva principalmente le linee del nord-ovest italiano, quelle liguri e tirreniche. Nota anche come <em>Mediterranea</em>, la societ&agrave; fu fondata l&rsquo;8 giugno 1885 con atto notarile rogato da Antonio Lazzati e nacque grazie a un consorzio di banche, tra cui la Banca Generale di Roma, che ebbe un ruolo predominante. La societ&agrave; stipul&ograve; con lo Stato un'apposita convenzione per la gestione del trasporto ferroviario e stabil&igrave; la sua sede a Milano. Il governo italiano decise di riorganizzare le ferrovie della penisola, suddividendole in due grandi reti longitudinali: la <em>Rete Mediterranea</em>, che si estendeva per 4.171 km, e la <em>Rete Adriatica</em>, lunga 4.379 km. Entrambe furono concesse in esercizio a due grandi societ&agrave;, le quali pagavano un canone allo Stato per la gestione. Il contratto di concessione prevedeva una durata di 60 anni, con la possibilit&agrave; di disdetta ogni ventennio, previo preavviso di due anni. La <em>Societ&agrave; per le Strade Ferrate del Mediterraneo</em> rimase operativa fino al 1970, anno della sua definitiva chiusura.</p>

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