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Galleria Piramide Arte Contemporanea, Firenze Collezione privata Nessuna opera nasce dal nulla. Ogni lavoro dell’artista affonda le proprie radici nella storia dell’arte. Mimmo Paladino nasce a Paduli nel 1948, è pittore, sculture e incisore e uno dei maggiori esponenti della Transavanguardia, movimento che ha caratterizzato la scena artistica degli anni ’80. Il termine Transavanguardia viene coniato dallo storico e critico d’arte Achille Bonito Oliva nel 1979 e con esso si allude, come afferma la parola stessa, ad un attraversamento, un superamento (trans) delle avanguardie. Gli artisti ritornano alla pittura e alle immagini. Si manifesta una volontà di andare oltre, avanti, ma anche indietro, con un atteggiamento nomade, che permette di viaggiare tra passato, presente e futuro. In questo scenario Paladino lavora sempre sul piano della pelle della pittura, della sua superficie, a metà tra astrazione e figurazione. Le sue immagini evanescenti, a colori pastello, sembrano prendere vita davanti allo spettatore. Come afferma lui stesso “Lo sconfinamento è una dimensione che mi appartiene da sempre”. Così la lingua pittorica di Paladino è volutamente nomadica, ricca di echi che gli consentono di viaggiare nei territori più disparati; dalla pittura primitiva, alle avanguardie del primo Novecento, alla cultura popolare e quella colta. Le figure popolano costantemente i lavori dell’artista, elementi misteriosi che sembrano risiedere in un limbo intermedio tra intorpidimento e divenire: per metà fossili e per metà esseri viventi, vivi. Il racconto di Paladino si muove dunque verso forme archetipe, primordiali, e alla fine di questo, ritroviamo sempre il mito e con il mito ricomincia il racconto e ricomincia la storia, la nostra storia: ciò che abbiamo vissuto e ciò che stiamo vivendo.