Attribuzione: area monetale di Messina, periodo di Pietro d’Aragona e Costanza di Svevia (1282–1285). La moneta è un “doppio denaro”, con indicazioni di riferimento catalografico riportate come MIR 176 e Spahr 27/28. Al diritto (R/), è raffigurata un’aquila coronata con ali spiegate. Al rovescio (R/), compare uno stemma aragonese. È indicato un dato metrico di peso pari a g 0,71 e un diametro di mm 17,23. La descrizione originale riporta inoltre informazioni sul livello di rarità (“Raro”) e sulla classe di conservazione (“q.BB”).
Dal punto di vista iconografico, l’impianto è coerente con la tipologia dinastica: l’aquila coronata, resa in posa araldica, è contrapposta allo stemma aragonese, elemento riconducibile all’autorità rappresentata. La resa del conio si presenta con elementi principali ben distinguibili secondo la descrizione fornita. Non risultano ulteriori dettagli su firma, simboli aggiuntivi o specifiche del bordo. La moneta è accompagnata da riferimenti bibliografici (MIR e Spahr) e da un’indicazione di conservazione espressa in termini abbreviati. Lotto contraddistinto da assenza di riserva.
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Cambi
Castello Mackenzie
Mura di San Bartolomeo, 16
16122 Genova, Italia