L'opera è attribuita a Mauro Picenardi, un pittore attivo nell'area bergamasca, databile nel XVIII secolo. Si presenta come un olio su tela di dimensioni 67,5 x 56,5 cm. L'autenticità dell'opera è confermata da un'expertise di Egidio Martini, sebbene priva di data.
La composizione, ispirata a soggetti allegorici classici, rivela una connessione significativa con la tradizione veneta del tempo, in particolare con l'arte di Jacopo Amigoni. L'afflato rococò pervade l'opera, manifestandosi attraverso una palette cromatica delicata e una resa sinuosa delle figure.
Il dipinto è stato oggetto di restauri nel corso del tempo, ma presenta uno stato di conservazione dignitoso, favorevole alla fruizione estetica. È importante notare l'assenza di riserva, il che consente di apprezzare pienamente il valore artistico di questa opera di Picenardi.
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