Mattia Moreni, artista italiano attivo nel XX secolo, presenta in questo lavoro del 1984 un olio su tela di dimensioni cm 105x300. La composizione, caratterizzata da un linguaggio visivo distintivo, offre una riflessione sul tema della regressione e della consapevolezza nella contemporaneità.
L'opera si inserisce nel solco dell'arte moderna e contemporanea, dove Moreni esplora la relazione tra natura e tecnologia, attraverso un'immagine che suscita domande profonde sulla condizione umana. L'uso del colore e delle forme geometriche, unito a una tecnica di stesura vibrante, contribuisce a creare una tensione visiva che caratterizza il suo lavoro.
L'opera è firmata in basso a destra con la scritta 'Moreni, 1984' e il retro presenta ulteriori informazioni, tra cui il titolo e le misure. È accompagnata da un'autentica a cura dell'Archivio Mattia Moreni, evidenziando la sua provenienza da importanti gallerie e collezioni private.
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Provenienza
<p>Collezione privata, Rovigo</p><p>Galleria La Sanseverina, Parma</p><p>Galleria Giulia, Roma</p><p>Peira Arte Contemporanea, Bra</p><p>Galleria Morone 6, Milano</p>
Bibliografia
<p>E. Crispolti "Mattia Moreni. Catalogo ragionato delle opere. Dipinti 1934-1999", Silvana Editoriale, Milano 2016, p. 511, rif. 6/1984/25<br />L. Somaini, M. Moreni "Mattia Moreni o della consapevolezza della regressione della specie e della specie belle arti", Milano 1986, p. sn<br />G. P. Vincenzo "Spotlight. Mattia Moreni - Mostra alla Morone 6 Milano - alla Peira - Bra", Flash Art, n. 137, Milano, febbraio - marzo 1987, p. 65, ill.<br />A. Baccilieri "Antropomorfo", Cusl, Bologna 1988, p. 115., ill.<br />AA. VV. "Mattia Moreni. Il regressivo consapevole 1983 - 1989", Il Quadrante Edizioni, Torino 1989, p. sn, ill.<br />AA. VV. "Mattia Moreni. Il regressivo consapevole 1983 - ?", Giorgio Mondadori & Associati, Milano 1992, p. 99</p>