Massimo Campigli, noto per il suo linguaggio distintivo e la sua capacità di coniugare forme e colori, presenta in questa opera del 1969 un elegante esempio della sua tecnica olio su tela. Le dimensioni del dipinto sono di cm 46x38, permettendo una fruizione intima e diretta dell'opera.
L'opera, pur non avendo un titolo, racchiude in sé la tipica ricerca stilistica di Campigli, caratterizzata da figure sintetiche e colori armoniosi, offrendo una composizione visivamente accattivante che attrae l'osservatore. L'uso magistrale dell'olio crea profondità e luminosità, elementi distintivi della produzione artistica dell'autore.
L'opera è firmata e datata in basso a destra: 'Campigli 69', e presenta vari timbri di provenienza al verso, testimoniando la sua storicità e il passaggio attraverso significative gallerie d'arte, tra cui la Galleria Bergamini e la Galleria Medea. È accompagnata da un'autentica su fotografia, curata da Nicola Campigli e menzionata nel catalogo raisonné sull'artista.
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Provenienza
<p>Milano, Galleria Bergamini (timbro al verso);</p><p>Milano, Galleria Medea; </p><p>Prato, Galleria Falsetti (timbro al verso);</p><p>Roma, Galleria Lo Scalino (timbro al verso);</p><p>Roma, Galleria d'Arte Russo;</p><p>Parma, collezione privata.</p>
Bibliografia
N. Campigli, E. Weiss, M. Weiss, <i>Campigli, catalogue raisonné,</i> Vol. II, Silvana Editorale, Cinisello Balsamo, p. 853, n. 69-010 (riprodotto).