Questa maschera è un esemplare tradizionale della cultura Dogon, scolpita in legno e ricoperta da impasti crostosi di pittura bianca e nera. Le sue dimensioni, con un'altezza di 41,5 cm, ne evidenziano la presenza scenica. Risale a circa al 1970 e proviene da una collezione di Milano.
Esteticamente, la maschera presenta un grande naso a bandiera che divide il viso in due settori, con una bocca conica e due fessure triangolari a simboleggiare gli occhi. Questa varietà è una particolare interpretazione della maschera Kanaga, omettendo la caratteristica sovrastruttura. Secondo gli studi di Marcel Griaule, queste maschere erano indossate durante le cerimonie di lutto, con i danzatori che, celati sotto abiti di rafia colorata, le utilizzavano per rappresentare i culti degli antenati.
Il pezzo presenta segni di uso e tracce di erosione, accompagnati da restauri indigeni. Documentata in diverse pubblicazioni, la maschera è stata esposta nel 2004 a Santa Croce sull'Arno, evidenziando la sua importanza culturale e artistica.
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Provenienza
- Ex collezione Renato Patetta, Milano Opera da lui acquistata in Mali intorno al 1970. Dalle indicazioni raccolte sul luogo la maschera sarebbe stata scolpita da tempo immemorabile;<br>- Collezione privata (1999);
Bibliografia
IMPERATO PASCAL JAMES, Dogon Cliff Dwellers, New York 1978, pag. 39 (66);<br>BILOT ALAIN & BOHOBOT MICHEL & CALAME-GRIAULE GENEVIEVE & NDAYE FRANCINE, Masques du pays Dogon, Paris 2003, Edizioni Adam Biro (424);<br>LEUZINGER ELSY, Art de l’Afrique Noire, Paris 1979, n° 236 (65);