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Collezione Mazzoli Collezione privata, Firenze (...) Questi ultimi quadri vivono autonomamente in una prospettiva diversa da quella dei lavori precedenti. Non solo formalmente: col ricorso alla tela emulsionata, all’immagine fotografica, al trattamento meccanico della pittura, e al recupero di quel paesaggio artificiale che oramai ci stringe tutt’intorno dai televisori. Rispetto ai quadri di alcuni anni fa, che su un’immagine dichiaratamente pittorica recavano superfici plastiche ad effetto ottico e si collocavano in tal modo in una sorta di naturalismo visivo, i nuovi quadri si presentano col respiro più ampio del realismo. il realismo di cui qui si fa mostra non riguarda tanto le connotazioni formali dell’opera, ne tanto meno il tipo d’approccio con cui l’artista osserva e fotografa ed elabora la realtà del mezzo televisivo, ma piuttosto la scelta di questo tema e l’indagine che su esso Schifano ha dovuto condurre. In altre parole, eccolo captato nel mentre si interroga sulla reazione tra la sua opera e la realtà dalla quale essa muove. Ci vuole poco, anche meno di questa giustificazione, per fa si che l’artista esista (...)Tommaso Trini Mario Schifano Studio Marconi Milano 1970