L'opera è attribuita a Mario Giacomelli, un importante fotografo italiano, e si presenta come un paesaggio realizzato tramite stampa alla gelatina ai sali d'argento. Questa particolare tecnica è stata utilizzata da Giacomelli e rappresenta un esempio della sua abilità nell'utilizzo della luce e delle ombre per evocare atmosfere suggestive. Le dimensioni dell'opera sono di cm 27,6 x 20,7, databile tra il 1975 e il 1985.
Esteticamente, il paesaggio cattura l'osservatore con una composizione equilibrata e un forte contrasto tonale, fattori che sono distintivi dello stile di Giacomelli. La firma a penna nera presente sull'immagine ne attesta la paternità e il suo valore artistico. Si evidenzia un'armoniosa fusione tra il soggetto naturale e la tecnica fotografica, creando una narrazione visiva intensa.
Lo stato di conservazione dell'opera è buono, con lievi segni di usura comuni a opere di questa epoca e tecnica. Non sono presenti timbri o etichette che possano influenzare ulteriormente la provenienza. La fotografia è considerata un documento estetico e culturale che riflette l'epoca e lo stile distintivo di Giacomelli.