Pubblicato a Firenze nel 1571 dalla Giunta, questo volume rientra nell'importante corpus delle opere di Marco Tullio Cicerone, uno dei più celebri oratori e filosofi dell'antichità. Si presenta in formato in 8°, corredato da una marcatura tipografica al frontespizio e in chiusura, con annotazioni marginali di mano antica visibili alla carta B1.
Il volume è privo della carta A8, presumibilmente bianca, e include una carta ripiegata contenente un documento in lingua latina e greca, oltre a un'ultima carta bianca. Si segnala la presenza di rinforzi sul frontespizio e di restauri sulle carte, alcune delle quali mostrano lievi alterazioni nel margine bianco. I fascicoli SS-VV presentano fori di tarlo parzialmente riparati all'angolo superiore, compromettendo parzialmente il testo.
Il libro è rilegato in pelle marmorizzata risalente al XVIII secolo, con dorso a cinque nervi ed impressioni dorate. Sebbene presenti segni di usura, come spellature e fori di tarlo sul dorso ed un tassello lacunoso, il volume conserva un valore storico notevole, come attestato dalla dedica manoscritta sulla carta di guardia, sigillata con timbro su ceralacca, datata 1781 e indirizzata a Giovanni Antonio Pellegrino.