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E. Calzini, Marco Palmezzano e le sue opere, in “Archivio Storico dell’Arte” VII, 1894, p. 68. C. Grigioni, Marco Palmezzano pittore forlivese nella vita, nelle opere, nell’arte, Faenza 1956, p. 538, CXCI; p. 546, n. 64. Opera tarda di destinazione privata, la tavoletta qui presentata riprende un soggetto più volte affrontato dall’artista forlivese, sebbene con varianti cromatiche e compositive. La versione più nota è senza dubbio quella conservata alla Galleria Nazionale di Roma, datata del 1503 (o 1533) ripresa con poche varianti nella tavola già a Roma nella collezione Stroganoff, del 1538. Una versione ulteriore, descritta come del 1528 o del 1529, era in vendita a Roma nel 1853 stando a notizie riportate dal Milanesi. E’ dunque evidente l’interesse dell’artista e dei suoi committenti per questo soggetto fra terzo e quarto decennio del Cinquecento. Il nostro dipinto ne costituisce una versione più austera nella gamma cromatica come nel paesaggio, arioso nella sua essenzialità.