L'opera, attribuita a Marcantonio Raimondi, rappresenta un'incisione realizzata con la tecnica del bulino, misurante 285 × 205 mm. La stampa è una copia di alta qualità, mantenuta nella stessa direzione dell'originale, databile entro la prima metà del XVI secolo. Essa è documentata nei cataloghi Bartsch e Delaborde con i numeri XIV.299.397 e 177.
La qualità dell'impressione è notevole, presentandosi su carta vergata priva di filigrana. Il foglio appare rifilato lungo la battuta della lastra, con residui di vecchio incollaggio facilmente individuabili sul verso. Tali elementi testimoniano l'attenzione e la cura nella conservazione dell'opera nel corso del tempo.
Nel complesso, lo stato di conservazione è molto buono, rendendo questa incisione un esemplare significativo dell'opera di Raimondi, non solo per la sua valenza artistica, ma anche per le condizioni che ne garantiscono la fruibilità e l'estetica.