Il manoscritto miniato in oggetto è un documento legale chiamato Carta Executoria de Hidalguía, redatta a Granada nel 1562. Misura 305 x 205 mm e si compone di 46 carte, organizzate in 32 righe. Questo manoscritto è realizzato su pergamena in gotica spagnola e presenta numerose aggiunte posteriori, tra cui un grande stemma a piena pagina con le armi di Don Francisco de Barca de Bareda. Sul testo si trova una grande miniatura su doppia pagina che include bordure abitate e decorazioni fitomorfe, con l'annunciazione collocata in alto a sinistra, un grande stemma nobiliare e una vignetta raffigurante Santiago Matamoros.
All'interno del manoscritto compaiono undici iniziali dorate di 8 righe, con fondi alternativamente rossi e blu decorati con girali bianchi, sebbene il testo presenti segni di usura, alcune cadute di colore e un aspetto complessivamente sciupato. La legatura coeva è in vitello testa di moro con decorazione a ferri a secco, sebbene il dorso sia stato rifatto e presenti piccole mancanze. Questo manoscritto fu prodotto nella Chancillería di Granada durante il regno di Filippo II, noto come Felipe el Prudente, e rappresenta un certificato di nobiltà, garantendo diritti e privilegi come l'esenzione dalle tasse.
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