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<p>Il manoscritto contiene: Primo fascicolo - Foglio 1r: la rosa dei venti, disegnata a inchiostro nero e rosso, presenta una stella centrale inserita in alcuni cerchi concentrici. Nel primo cerchio (dall’esterno) sono indicati i venti secondo l’antica nomenclatura romana: <em>vulturnus, subsolanus, eurus, euronothus, nothus, libonothus, lybis, zephirus, chorus, cyrcius, septemprio, aquilo</em>; nel secondo troviamo i punti cardinali in notazione greca e latina: <em>anatole / oriens, mesembris /meridies, dysis / occidens, arctos /septemtrio</em>; nel terzo, i nomi latini delle costellazioni; nel quarto, i mesi latini; nel quinto, i quattro elementi, associati alle fasi della vita: <em>aer / infantia humida et calida, ignis / juventus calida et sicca, terra / senectus sicca et frigida, aqua / decrepitas frigida et humida</em>. Foglio 1v: Una seconda rosa dei venti, sempre disegnata a inchiostro nero e rosso, è formata da cerchi concentrici e suddivisa in 12 settori, cui corrispondono altrettanti venti. La provenienza dei venti è indicata nel cerchio più interno: <em>Asia, Africa, Europa</em>. Di ogni vento, indicato secondo l’antica nomenclatura romana, sono indicate varie caratteristiche e l’effetto sulla temperatura: <em>gelidus, calidus, temperatus</em> ecc. Foglio 2r: Diagramma dal titolo: <em>Viginti sunt colores urinarum quorum quidam significant.</em> Foglio 2v: Diagramma a inchiostro bruno e rosso contenente cerchi nel quali vengono indicati dieci generi (<em>genere super continent quam confidant [...] quantitatem, dimensionum [...] longitudine, latitudine [...]</em>) dai quali si sviluppano la forza e la debolezza, la velocità e la lentezza, l’ordine e il disordine, il caldo e il freddo ecc.</p> <p> </p> <p>Il secondo fascicolo contiene due testi di astrologia medica. Foglio 3 (recto e parte del verso) Incipit: <em>Incipit tractatus hermetis de judiciis.</em> Il testo è suddiviso in quattro capitoli. Il primo è relativo all’oroscopo, ai segni zodiacali (<em>Aries, Taurus, Gemini, Cancer, Leo, Virgo, Libra, Scorpio, Sagittarius, Capricornus, Aquarius, Pisces</em>. I loro nomi sono indicati anche ai margini) e ai loro ascendenti. Seguono: <em>Hermetis de horis planetarum, [...] Hermetis de noctis diebus, […] de amministrationi medicinarum</em>. Si tratta di testi astrologici attribuiti alla tradizione di Ermete Trismegisto. Nel Medioevo e nel Rinascimento l’ermetismo fu considerata la dottrina occulta degli alchimisti ed Ermete Trismegisto il padre dell’alchimia. La continuazione del foglio 3v e il foglio 4r e v contengono il testo dell’opera di Guillelmus Anglicus dal titolo <em>De urina non visa</em>. Incipit: <em>Ne vel ignorantie ut potius invidie causa redarguare mi germane qui [...] apud Massiliam aliquam diu metum fluidisti grazia et aliorum fludentium hanc [...] appetentem tractatum quem totiem [...]</em>. Explicit: <em>[...] Inveri interum [...] ingredi radios et comburi a sole. Unde dixi quam moveret[...] ad duo menses et octo dies […] habui et exat emopto[…] et phisicus. Finis. Marsilio Sch[…] Padua. […]”</em>. Segue un diagramma astrologico e una nota di due righe in scrittura umanistica corsiva: <em>Vita [...] fratres pater filiorum infirmus / Uxor mortis [...]</em>. Il trattato <em>De urina non visa</em>, suddiviso in nove capitoli, venne scritto da Guillelmus Anglicus - medico e astrologo inglese, fondatore dell’uroscopia medievale - intorno a 1220 a Marsiglia. Il titolo sembrerebbe curioso – l’urina non vista – ma in realtà all’epoca il consulto medico poteva avvenire in <em>absentia patientis</em>, essendo il malato rappresentato dalla sola boccetta di urina. Guglielmo Anglicus volle andare oltre, proponendo un consulto senza paziente, ma anche in <em>absentia </em>dell'urina. Con questo trattato intendeva dimostrare la superiorità dell'astrologia, ampiamente dominante nel XIII secolo in confronto alla semiologia medica, rispetto all'analisi dal vivo delle urine. L'opera si conclude (9° capitolo) con un resoconto nel quale Anglicus spiega come riuscì ad ottenere una diagnosi corretta basandosi sull'esame del cielo, e non sulle urine di un suo paziente. Il diagramma astrologico posto in fine al manoscritto è esplicativo di quanto indicato nel nono capitolo: <em>[...] Erat 24 gradibus [...] ascendes Venus 28 Sagittaris [...] Luna 26 Capricornis [...] Mars 26 Geminorum, Saturnus 25 Scorpii</em> ecc. Al centro del diagramma è scritto: <em>Hec figura est exemplum supra ductorum</em>. L’opera <em>Urina non visa</em> ebbe un grande successo durante il Medioevo e oltre: venne copiata, letta e diffusa persino nelle lingue vernacolari. Fu inserita anche nel programma di studi della facoltà di arti e medicina a Bologna all’inizio del XVI secolo (il che spiega la sua ampia diffusione nell’ambiente astrologico medico italiano). A fine secolo questo testo venne condannato dalla facoltà di teologia parigina, insieme ad altri considerati di astrologia divinatoria.</p>