Paio di manopole in ferro, attribuibili per caratteristiche tecnico-costruttive alla produzione della Germania, databili circa al 1600. La realizzazione prevede lunghi manichini a bordo cuspidato, con lavorazione a lista ribassata e predisposizione di una bordatura cordonata, rifinita “a fingere il tortiglione”. La struttura è completata da un giro di ribattini con teste in ferro, impiegati a fissare le componenti e a conferire maggiore coesione all’insieme.
Gli elementi del dorso risultano articolati in cinque lame, secondo un’impostazione tipica dell’armamento difensivo a protezione della mano. Le dita sono impostate a scaglie (“a dita a scaglie”), con singole piastre sovrapposte per consentire la flessibilità durante l’uso. Si segnala tuttavia la presenza di mancanze a livello delle dita, con porzioni assenti che alterano la continuità della copertura.
La superficie presenta patina ossidata, indice dell’uso e della lunga conservazione; sono documentati inoltre resti di coietti, verosimilmente riferibili ai sistemi di fissaggio originari o alle componenti accessorie. Le manopole mostrano uno stato di conservazione complessivamente legato a ossidazione e perdite di elementi, coerentemente con l’esistenza di mancanze nelle dita e con le condizioni di usura meccanica della ferramenta.