Giovanni Antonio Magini, Primum mobile, seconda edizione, Bologna, Bellagamba, 1609. Questo volume in folio, delle dimensioni di 350 x 230 mm, è composto da tre parti e comprende [8], 290; 182; 15, [1] carte. L'opera presenta un frontespizio figurato inciso in rame dal noto incisore Oliviero Gatti, accompagnato da diagrammi incisi in legno. La legatura coeva, di colore marrone, appare dorata con quattro nervi e un tassello rosso per il titolo, mentre i tagli di testa sono stati spruzzati in rosso.
L'opera si distingue per il suo significato nel contesto astronomico e astrologico, presentando l'influenza di Magini, la cui teoria geocentrica fu proposta già nel 1589. L'astronomo, cartografo e matematico, sostenitore di Copernico e corrispondente di Brahe e Keplero, produsse effemeridi che fornivano la posizione dei corpi celesti nel tempo. Nonostante le tracce di umidità, alcuni piccoli difetti, macchie e segni di tarlo, il volume mantiene una notevole integrità storica.
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Pandolfini
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