Opera del drammaturgo e scrittore Scipione Maffei, datata 1750, edita a Verona per Agostino Carattori. Volume in formato 4° di 55 pagine, rilegato in cartonato. Il testo rappresenta un'importante riflessione critica sulle nozioni tradizionali di stregoneria e magia.
Maffei, in questa lettera, utilizza argomentazioni supportate da fonti antiche e moderne per screditare le credenze popolari riguardanti i maghi e le pratiche occulte, definendo la magia una mera illusione. Viene messo in discussione il rapporto tra il divino e le forze maligne, generando dibattiti accesi e pubblicazioni successive.
Condizioni del volume: presenta un restauro al frontespizio e brunitura su alcune pagine, in ogni caso mantenendo una discreta leggibilità e autenticità.