

23
precedente). Il confronto fra il san Pietro della Pala di Serumido e il san Giuseppe di questa tavola evidenzia forti similitudini, sia nella fisionomia che nella pittura, così è quasi sovrapponibile il disegno deformato dei volti del Bambino e del san Giovannino di questa tavola con quello degli angiolini ai piedi della Vergine nella Madonna in trono con due santi della chiesa di San Giusto a Ema.La deformazione della fronte che diventa bombata e quasi abnorme, così come la forte stempiatura dei capelli, visibile sia nelle figure di anziani che nei putti, sono infatti quasi sigle formali dell’artista e rendono sempre riconoscibili con facilità le sue opere, sempre informate delle più nuove tendenze care alla pittura ‘eccentrica’ in voga a Firenze fin dal primo Cinquecento. Altri confronti, se necessari, possono infine essere svolti accostando il volto della Vergine a quello della Madonna col Bambino, sant’Anna e due santi di San Jacopo alla Cavallina a Barberino di Mugello, oppure con una Madonna col Bambino e san Giovannino di collezione privata (Padovani, op. cit., tavola n. 11). Dove compaiono le medesime squillanti cromie che, nell’opera in esame, sono in parte offuscate da alcune abrasioni”.