L'opera, attribuita al Maestro della Pala Sforzesca, è databile tra la fine del XV secolo e i primi decenni del XVI secolo ed è realizzata in olio su tavola, con dimensioni di 28x15 cm. Essa rappresenta San Giorgio mentre impugna un vessillo, con la mano sinistra poggiata sul fianco, mentre un drago si trova ai suoi piedi in un contesto architettonico che suggerisce una profondità spaziale.
L’iconografia di San Giorgio è tipica della tradizione rinascimentale, con particolare attenzione ai dettagli dell’armatura e all’espressione del volto. Al retro dell’opera si trova un’altra scena, rappresentante San Francesco con le stimmate, evidenziando l’intreccio tra le due figure, significative nella spiritualità cristiana.
Il dipinto è in buono stato di conservazione, presentando alcune mancanze nell'oro dell'aureola e lievi abrasioni nella capigliatura e nell'armatura. Interventi di restauro sono stati eseguiti, con alcune perdite di colore rilevate sulla superficie, in particolare lungo i margini superiore e inferiore. L'opera, che potrebbe far parte di un altarolo, è di notevole interesse per la sua qualità esecutiva e per l'attribuzione a un maestro significativo della storia dell'arte lombarda.
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