Il dipinto raffigura la Madonna col Bambino secondo l’iconografia della “Madonna dell’Umiltà”. La tecnica è olio su tavola a fondo oro; le dimensioni misurano cm 52,5 x 37,5. La tavola risulta oggetto di attribuzione storica non pienamente corroborata: non è stata possibile una convalidazione certa della precedente attribuzione a Pellegrino di Mariano Rossini, pittore senese del tardo Quattrocento, né la riconduzione ad Allegretto Nuzi (1315–1373 ca.), pur essendo documentata nel corpus di quest’ultimo una “Madonna dell’Umiltà” con varianti iconografiche rispetto al presente soggetto. Più fondata appare invece la riconduzione a un ambito legato ai seguaci di Gentile da Fabriano, in rapporto a modelli di area fabrianese.
Sotto il profilo stilistico, l’opera si colloca nell’orizzonte della pittura devozionale tardo-gotica, caratterizzata dall’impianto su fondo dorato e dalla resa figurativa orientata a modelli di scuola. Sul retro sono presenti una scritta moderna ad inchiostro con riferimento a “Gentile da Fabriano” e un’ulteriore scritta abrasa che indica “Pellegrino [?] Nuzi”, elementi utili come dati d’archivio e d’identificazione, pur non equivalenti a una conferma autografa. Si segnalano restauri. La tavola è considerata “senza riserva”.
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