La Matrice Veronese di Questa Ieratica Scultura Appare Evidente nei Molteplici Confronti che È Possibile Effettuare con il Documentato e Nutrito Gruppo di Opere Analoghe di Questa Importante Produzione Lignea Quattrocentesca che Annovera tra i Suoi Principali Esponenti Giovanni Zabellana (1457-1504) e la Famiglia dei Giolfino (attiva dal XV Secolo a Buona Parte del XVI). L'impianto Stilistico Dell'opera, che Mantiene Ancora Tracce della Sua Antica Policromia, dagli Ampi Volumi delle Pieghe del Manto della Vergine, la Tranquilla Seraficità del Suo Volto e la Collocazione Adagiata Trasversalmente del Gesù Bambino, Sono Evidenti Testimonianze Dell'aderenza ai Modelli in Uso nella Città Scaligera Durante il Secondo Quattrocento ed in Particolare la Avvicinano ai Modi di Antonio, uno degli Esponenti di Spicco della Feconda Bottega dei Giolfino