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Questo zecchino, coniato tra il 1789 e il 1797 durante il dogato di Ludovico Manin, presenta al diritto un'immagine del Doge genuflesso mentre tiene un'asta culminante in una croce, e riceve la benedizione da San Marco, raffigurato di fronte a lui. Sul rovescio si trova Gesù Cristo benedicente, il tutto racchiuso in una cornice a mandorla. Realizzato in oro (metallo: AV), il pezzo ha un peso di 3,30 grammi e un diametro di 19,99 millimetri.
Esteticamente, il conio presenta un'eccellente incisione, evidenziando la maestria degli artigiani veneti dell'epoca. Le immagini sono caratterizzate da un alto grado di dettaglio e da una composizione armoniosa, che riflette il significato religioso e politico del soggetto rappresentato. Inoltre, il bordo del conio è ben definito, contribuendo ulteriormente al valore estetico dell'opera.
Lo stato di conservazione al momento della vendita si attesta su qualità media, con segni d'uso normalmente visibili per pezzi di questa natura. Non sono stati riportati segni di alterazione significativa, e il pezzo è privo di firme o timbri alternativi, evidenziandone l'autenticità come moneta veneziana. La provenienza di questo zecchino risulta non documentata.
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