L'opera "Trattato del modo di tenere il libro doppio domestico col suo esemplare", redatta da Ludovico Flori e pubblicata per la prima volta nel 1630 a Palermo, giunge alla sua rarissima seconda edizione nel 1677, stampata a Roma per il Lazzari Varese. Il volume in Folio è composto da tre parti, ognuna con un proprio frontespizio. La prima parte, intitolata "Instruttione del modo, come si devono tenere i libri de' conti…", conta 126 pagine, comprensive di due fogli ripiegati che presentano un "Esempio o paradigma di bilancio". La seconda parte fornisce un "Esemplare del libro doppio domestico col suo giornale" e si estende su 32 pagine, mentre la terza parte, il "Libro maestro", include 50 pagine e 7 pagine aggiuntive con avvertenze specifiche. Si evidenzia l'importanza innovativa di Flori nella separazione delle registrazioni contabili, un'anteprima fondamentale nella contabilità moderna.
Questo volume è arricchito da un ex libris manoscritto, presentando bruniture uniformi e restauri marginali su alcune pagine. La legatura coeva in piena pergamena con titolo calligrafico attesta l'alto valore storico e bibliografico dell'opera. Secondo Cerboni, questo trattato è riconosciuto come uno dei capolavori del secolo, essendo il primo a classificare e studiare sistematicamente la materia amministrativa, così come a illustrare l'utilità dei preventivi.