Ludovico Carracci (Bologna, 1555–1619), Transito di San Girolamo. Olio su tavola, cm 46×32. L’opera raffigura l’episodio del transito del santo, inteso non nella consueta iconografia del padre della Chiesa, cardinale o penitente eremita, bensì in relazione al suo ruolo di fondatore dell’ordine religioso dei Gerolamini spagnoli; attorno al giaciglio si raccolgono numerosi monaci, riconoscibili dall’abito, in atteggiamenti di raccoglimento spirituale.
La composizione si distingue per l’intensità espressiva dei personaggi e per la sensibilità cromatica. Il fondo e il cielo sono caratterizzati da una luminosità intensa e calda, con ampie nubi dai toni giallo-arancio che si aprono lasciando emergere uno squarcio di luce; la soluzione cromatica richiama, per suggestione, la tradizione di fondi dorati di matrice medievale, conferendo alla scena un tono di accentuata spiritualità.
Il dipinto è su tavola ed è inserito in una cornice non coeva. Alla visione in luce naturale si segnala un buono stato conservativo con brillantezza dei colori e spessori materici; è presente una lieve ossidazione naturale in alcuni toni scuri, in particolare nei capelli di alcune figure e nella veste della figura alle spalle della croce. Alla lampada di Wood si evidenziano minimi ritocchi in punta di pennello nella figura che scrive all’estrema sinistra, in alto a sinistra tra gli angeli. Sono inoltre visibili tre sottili righe in basso a destra, attribuibili presumibilmente a movimenti del supporto ligneo. Sono riportate ulteriori minime integrazioni in altri punti come da documentazione fotografica. La provenienza, ricostruita attraverso iscrizioni, numerazioni ed etichette, include collezioni Barberini e Corsini a Roma. Il dipinto risulta dichiarato di interesse particolarmente importante con decreto del 1 marzo 2021 del Ministero della Cultura.
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Pandolfini
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